HAITI
Sono ad Haiti ormai da dieci mesi e quello che doveva essere un breve tempo di servizio a questa gente è diventato invece la possibilità di vivere un'esperienza di speranza più grande di noi.
La libertà e l'intelligenza del mio vescovo, che ha continuato ad accompagnarmi in questo tempo, ha fatto sì che nascesse la proposta di essere inviata qui come missionaria della diocesi di San Pedro aiutando così anche la stessa Diocesi a vivere un'apertura missionaria.
Grazie all'aiuto di tanti è andato così nascendo in questi mesi il Vilaj Italyen, come la gente ha da subito chiamato questo piccolo segno di speranza nel mare del dolore di Waf.
Oggi abbiamo un nuovo poliambulatorio che si occupa di bambini e di donne in gravidanza e ben presto aprirà anche agli adulti; centoventidue nuove case per altrettante famiglie che venerdì, proprio a poche ore dal passaggio dell'uragano Tomas hanno potuto lasciare le tende dopo tanti mesi; abbiamo una nuova scuola, che accoglierà circa cinquecento bambini ed una cucina con un grande refettorio in cui ogni giorno mangiano circa quattrocento bimbi; abbiamo quattro batterie di latrine; uno spazio ludico-sportivo per le attività quotidiane; un punto distribuzione acqua.............. abbiamo un piccolo segno di speranza in quel mare di dolore che Haiti è oggi più che mai.
Adesso una pausa........... l'emergenza colera che da noi ancora non è arrivata potrebbe raggiungerci e ci stiamo preparando ad affrontarla, poi le elezioni che non daranno tregua a nessuno............. ne approfittiamo per fermare i lavori ed avviare bene quanto fatto finora.
Riprenderemo a dicembre con la costruzione della
Casa di Accoglienza Don Luigi Giussani che ospiterà i bimbi denutriti del quartiere e quelli resi orfani dal terremoto e poi ancora la
piazza dei mestieri, una serie di botteghe in cui gli adolescenti potranno imparare un mestiere............... tanto è stato fatto, tanto abbiamo da fare.......
Pere seguire la nostra storia al Vilaj Italyen vi rimando al sito
www.vilajitalyen.org